KARL WILHELM FRIEDERICH SCHLEGEL OVVERO IL ROMANTICISMO

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Friederich Schlegel ci introduce necessariamente a quello che fu uno tra i movimenti culturali più coinvolgenti e interessanti della storia umana, il romanticismo. A buon diritto, è considerato il teorico più importante del movimento tedesco e gran peso ebbe nella scelta del genere letterario ambasciatore del romanticismo. Volendo addentrare in punta di piedi (con l’aiuto proprio di Schlegel), in un dibattito storico che dura da un po’ e che ha tra i saggisti e studiosi noti storici, proveremo a capire  cosa fu romanticismo e cosa invece fu essere romantico.

Potremmo iniziare da una semplice differenza concettuale dei termini romanticismo e romantico; romanticismo è un momento umano ed un movimento culturale che la storia della letteratura tedesca colloca in un periodo ben delimitato: 1790-1830: «il momento paradigmatico del romanticismo rimane quello a cavallo tra ‘700 e ‘800 in Germania nei circoli costituiti dai fratelli Schlegel» (Storia della letteratura tedesca. 2. Dal Settecento alla prima guerra mondiale;Ulrike Kindl; Laterza). Il romanticismo, resta soprattutto una corrente della letteratura tedesca e la suddetta delimitazione temporale attribuita al movimento, inEuropa coincide con il periodo di grandi trasformazioni politiche e sociali che significheranno profonde crisi. Il movimento romanticismo influenzò tutte le arti e i grandi paesi d’Europa in un periodo più lungo.

Il termine romantico non indica l’appartenenza al movimento: l’avanguardia letteraria capeggiata dai fratelli Schlegel, a Jena intorno al 1800, usava il termine romantico nella nuova concezione, ossia di rimando al mondo medievale. Da qui si intuisce che il nuovo modello da seguire non era più l’antichità classica, ma il Medioevo cristiano. Schiller usava romantico nel senso allora diffuso di romanzesco e avventuroso e non designava l’appartenenza al movimento romanticismo.

Da qui ci fu una nuova attenzione al genere del romanzo. E proprio Schlegel cercò di elaborarne una teoria, dichiarandolo il genere adatto all’affermazione del predominio della fantasia e della libertà creativa. Alla base di questa concezione, si doveva rielaborare la concezione della letteratura. Per Schlegel la narrativa offriva campo libero alla fantasia dello scrittore e l’opera d’arte perfetta sarebbe stata quella universale, quella cioè che mescolava generi letterari. Schlegel aveva un sogno: creare un poesia incondizionata, fondata sulla libertà poetica: «Certo, mi è difficile immaginare un romanzo che non sia una mescolanza di racconto, poesie e altre forme». Fu tra le letterature romanze che trovò le fondamenta della poesia universale.

Dopo lo scioglimento della scuola di Jena, Schlegel si diede allo studio del sanscrito e a quello che fu la sua opera più importante, Sulla lingua e saggezza degli indiani che rivelava la scoperta della parentela delle lingue europee con quelle dell’Asia e dell’India. Da qui fondò la glottologia moderna. In seguito agli eventi che segnarono il post congresso di Vienna e il nuovo assetto che ne derivò, Schlegel divenne sempre più conservatore; con la rivista «Concordia» Schlegel intraprese la brutta strada dell’esaltazione di un glorioso passato germanico gettando le basi di ciò di cui si temerà il peggio.

Morì a Dresda nel 1829. L’anno successivo la storia della letteratura tedesca pone fine al romanticismo. Ma di certo non morirono i romantici, soprattutto nel resto d’Europa.

 

 

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