GIOVANNI BOLDINI: CIVETTERIA E CARNE DELLA BELLE ÉPOQUE

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Occhi grandi. Pennellate sicure. Belle Époque. Giovanni Boldini indaga il suo mondo fatto di tutto questo. Il lusso che amò e le notti che passavano danzando tra una coppa di champagne all’altra hanno reso Boldini, pienamente, l’uomo del suo tempo.

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Da Ferrara sa che deve muoversi. Dai Macchiaioli sa che dovrà raggiungere Parigi e di Parigi ne respirerà tutta l’anima e il corpo. Ma chi gli aprì le porte del ritratto mondano? Sarà la contessa Gabrielle de Rasty: sua amica e amante, con il primo ritratto a lei dedicato inaugurerà la sua maniera, la sua firma «esprimendo uno stile inimitabile fatto di quella pittura dinamica a sciabolate», (da: Ritratti eccellenti nella pittura di grandi maestri dell’Ottocento e del Novecento di Ursino Mario). Gli altolocati da questo momento si metteranno in fila per attendere il maestro e il proprio ritratto. boldinilefilnoir

Boldini dipinge soprattutto le nobildonne e le dipinge come queste volevano essere eternizzate: lussuose, languide e ammiccanti, sicure e belle. E Boldini “obbediva”, le dipingeva così; però, a ben guardare, in quegli occhi grandi, in quei volti splendidi ferma qualcos’altro: l’essenza, l’anima della donna che aveva davanti. boldini-lefilnoir

Oltre a “questo” Boldini, c’è l’altro Boldini, legato all’eros. Anche se in queste opere non sembra esserci traccia né di eros né di desiderio, Boldini in un gesto, apparentemente innocuo, nasconde ben altri pensieri. Il desiderio e il corpo delle sue amanti e modelle. Spudoratamente. La bionda Berthe, la mora Gabrielle. L’angelo dagli occhi blu e il diavolo dalle labbra rosse.

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Contemporaneamente. Senza voler né dover scegliere. Forse per questo motivo le ritrae insieme In Conversazione al Café unendo sogno pittorico e sogno erotico a quel tavolino. È chiara la sua necessità di indagare anime e corpi tra loro diversi per giungere alla stessa meta erotico-sensuale.

Alle opere dedicata all’alta società e ai suoi protagonisti, Boldini dà vita a dipinti ad olio e disegni che hanno una esigenza una urgenza decisamente carnale.

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Ma fu avanguardia Boldini? Il Maestro si concentrerà e affronterà, nelle sue ricerche, il tema del movimento fino a diventare, questo, segno astratto. Un approccio che verrà poi approfondito e portato alle “estreme vette” negli anni e negli artisti che lì a breve seguiranno.

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In ordine, le immagini sono:

1)La Contessa Gabrielle deRasty, 1879
2)La Signora in rosa, 1916
3)Marchesa Luisa Casati
4)In Conversazione al Café
5) Sola con lo specchio (Nu aux bas noirs)
6) Due Bianchi Cavalli, 1886

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