LA MUSICA DI (FILO) SOFIA

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musica

 

di Roberto Cerroni

Di nuovo davanti ad un caffè; di nuovo in questo incantevole luogo, con l’anima inquieta eppure rassicurata da cotanta armonia. E cosa puo’ esserci di più armonico di un caffè filosofico accompagnato dalla musica ?
Eccoci di nuovo qui a chiederci, nel caso specifico, in quale rapporto possano essere pensate filosofia e musica, concetto e suono, pensiero raziocinante e sensazione pura.
Esiste una filosofia che si interroga intorno alla natura della musica, senza dubbio, penso alla pitagorica matematizzazione della musica e alla sua influenza sui comportamenti umani.
Possiamo, oltre questo, attribuire alla musica una valenza conoscitiva? La risposta, per quanto essa voglia essere “aperta” e non dogmatica, è certamente positiva. Ciò perchè se la filosofia consiste in una ricerca della verità, nel portare alla luce le verità che si nascondono ad una visione superficiale , la musica può rappresentarne una componente essenziale perchè è un fondamentale elemento di mediazione del nostro io rispetto alla realtà esterna.

La musica ci rende ricettivi di suoni, linguaggi, codici che “costituiscono” tanto il mondo visibile, oggettivo quanto quello invisibile, intangibile dei sogni e delle emozioni attraverso le quali “ri-costituiamo” i nostri mondi personali, soggettivi.
E poi non è il noto Gardner che parla della musica come una componente fondamentale dell’intelligenza umana ? Non abbiamo certo bisogno di invitare il buon Pestalozzi per ricordarci l’importanza della musica nei processi di apprendimento dei bambini.
Potremmo invitarne altri, certamente, in questo nostro convegno, Nietzsche per esempio e il suo rinnegato maestro Schopenhauer che definiva la musica una “metafisica in suoni”. Ma non inviteremo alcun altro e finiremo il nostro caffè in questo magico luogo quasi fossimo all’interno di una monade senza porte e finestre ma con un pertugio, impercettibile, dal quale continueremo a sentire i suoni “entrare” nelle nostre anime come un flusso di armonia crescente. E forse canteremo.

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