IL CORAGGIO DELL’EMPATIA

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In un mondo dove tutto scorre incessantemente, poco ci si sofferma sull’essenza della relazione umana. Che sia tra amanti, genitori e figli, fratelli, amici o semplici conoscenti. Perché in realtà quello che siamo ed esprimiamo nell’intimo interessa poco; ciò che conta è apparire. Purtroppo.

 

Spesso non si ha una tale consapevolezza e si rischia di perdere se stessi, un po’ come naufragare in un mare senza meta, senza mai giungere ad una piena conoscenza di sé e degli altri! Abbiamo del tutto dimenticato il significato della gestualità del corpo, e soprattutto che il corpo non mente. Esso è in contatto diretto con le nostre emozioni più profonde, le nostre paure, le nostre ansie, le nostre gioie. La nostra mente può decidere se esprimere o meno verbalmente tali sensazioni o emozioni. Spesso si preferisce tacere. E allora non ammettiamo di essere infastiditi, ma lo dice per noi un piccolo gesto compiuto involontariamente dal nostro corpo al quale, di solito, nessuno presta attenzione.
Il corpo parla un linguaggio che può essere compreso solo da un altro corpo: per questo è necessario imparare ad essere in contatto con il proprio corpo e a riconoscere le sue espressioni e la sua gestualità. Solo così infatti possiamo immedesimarci con chi ci sta di fronte, provare addirittura a compiere gli stessi gesti per sentire che cosa si prova. Questo modo di sentire si chiama empatia.

 

La parola deriva dal greco empatéia, a sua volta composta da en-, “dentro”, e pathos, “sofferenza o sentimento, parola usata per indicare il rapporto emozionale di partecipazione che legava l’autore-cantore al suo pubblico. Il termine empatia è stato coniato da Robert Vischer, studioso di arti figurative e di problematiche estetiche, alla fine dell’Ottocento. Tale termine nasce perciò all’interno di un contesto legato alla riflessione estetica, ove con empatia s’intende la capacità della fantasia umana di cogliere il valore simbolico della natura. Vischer concepì questo termine come capacità di sentir dentro e di con-sentire, ossia di percepire la natura esterna, come interna, appartenente al nostro stesso corpo.

 

Entrare in empatia con una persona vuol dire cercare di identificarsi con le sue espressioni corporee per arrivare a sentire sulla nostra pelle e nel nostro cuore che cosa l’altro sta provando. Si parla di empatia tra mamma e bambino, tra un attore e il ruolo che deve interpretare, oppure più genericamente tra due persone che vestono una i panni dell’altra, provando quindi identiche emozioni. L’empatia è più semplicemente la capacità di un soggetto di immedesimarsi in un altro, in ciò che sente nell’anima e di conseguenza di capirne le emozioni.  Il filosofo tedesco R. Kassner ha scritto che gli uomini moderni non sono più in grado di capire il tempo, di sentire le nuvole e il vento sul proprio corpo, e sono così miseri da dover consultare un barometro per sapere che tempo farà. Non sanno più entrare in empatia con gli esseri viventi e devono imparare nuovamente a conoscere e a riconoscere gli altri esseri umani.

Imparare a interpretare il significato “segreto” di ogni singolo può essere l’inizio per una maggiore comprensione, alla base di una migliore comunicazione.

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Iolanda Pacillo

Inguaribile romantica. Tutto ciò che amo, lo amo di un unico amore. Continuamente alla ricerca di Emozioni che ingentiliscono e nobilitano l’animo umano. Emozioni racchiuse in una poesia, nella bellezza di un semplice fiore, nella purezza di uno sguardo o di un sorriso. E’ tutto qui: “ Fare della propria vita un’opera d’arte”.

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