UNA NOTTE ALL’OPERA

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sancarlo

 

L’opera lirica è arte nella sua forma più elevata: una travolgente combinazione di musica, teatro e poesia. E poiché l’Italia è la culla dell’opera, non c’è straniero colto (o che vuole apparire tale) che non introduca l’argomento nella conversazione con il primo italiano che gli capita a tiro.  Ma spesso questo italiano, anche se è (o vuole apparire) colto, non ha questo stesso sentimento della imprescindibile necessità  di conoscere l’opera.

Per chi vuole iniziare, la parte più difficile è liberarsi del pregiudizio che l’opera sia noiosa. In realtà, la capacità di apprezzare l’opera è un acquired taste: bisogna imparare a farsela piacere, educare il gusto, come si fa per capire, che so, il vino o l’arte astratta.

Insomma, andare all’opera non è come andare al cinema. E non solo per il costo del biglietto, che in genere è molto più caro, (si trovano però offerte per giovani e biglietti ridotti per le prove generali). Ma anche perché, contrariamente al cinema, dove non vuoi sapere in anticipo la trama,  il modo migliore di gustare un’opera è sapere già la storia, conoscere i personaggi, avere familiarità con il libretto e con la musica. Più conosci l’opera che stai per vedere, più la apprezzerai.

Ricorda: non provare neanche ad entrare a teatro se non sei pronto, se non hai fatto, per così dire, i compiti a casa. Per questo ti suggerisco di usare Youtube,  una invenzione al cui ideatore non finirò mai di mandare benedizioni. Lì puoi cercare e comparare le diverse produzioni, messe in scena, cantanti, orchestre, direttori.

 Per iniziare: le opere sono diversissime le une dalle altre. Alcune sono deliziose commedie romantiche, come Le nozze di Figaro e L’elisir d’amore. La maggior parte sono strazianti tragedie d’amore e morte, come La Bohème, Aida, Tosca, Norma.

Alcune raccontano storie raccapriccianti, zingare che per errore bruciano vivo il proprio figlioletto (Il Trovatore) ragazze madri assassine (Elettra), adolescenti necrofile (Salome), poveri cristi disturbati psichicamente che trucidano la propria donna (Wozzeck). Altre sono apologhi in musica, come La piccola volpe astuta o Il Flauto magico.

L’opera lirica, dicevo all’inizio, agisce su diversi livelli e attraverso vari elementi espressivi: musica, canto, poesia, recitazione, coreografia, scenografia, illuminazione, a volte filosofia o teologia. È veramente l’opera d’arte totale di cui parlava Wagner.

Naturalmente, proprio perché così tanti elementi sono coinvolti, è molto difficile farla bene, e quando va male, può andare veramente male. Ma quando va bene, quando tutti i livelli coinvolti funzionano, è un’esperienza semplicemente straordinaria. Perciò il mio consiglio è: assaggiala, diventerete amici.

di Lorenzo Fiorito

 

 

 

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