PERCHE’ LEGGERE FESTA MOBILE

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“Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dovunque tu possa poi andare per il resto della tua vita, Parigi te la porterai sempre con te, perché è davvero una festa mobile”

Ernest Hemingway

 

1923 - Ernest Hemigway, by Man Ray

Hotel Ritz di Parigi, 1956. E’ ora per Hemingway di riprendersi due enormi bauli che aveva lasciato lì dal 1928. I bauli contenevano reliquie dei suoi primi anni a Parigi: manoscritti, vestiti, ritagli di giornali. Forse è dall’odore di questi bauli che Hemingway decise di scrivere all’indietro. O forse, fu in questo momento che decise di mettere in atto un pensiero fatto già qualche tempo prima. Hemingway non è più quell’uomo forte e pieno di ispirazione. Fatica a mettere la mano sul foglio. Ma ha da adempiere un’ultima necessità, comporre l’opera con cui saluterà per sempre la sua penna. Festa mobile è i suoi ricordi a Parigi. E’ quella vita trascorsa ai tavoli dei Café, è quelle parole che sapientemente imparò a mettere al loro giusto posto. The Paris Sketches, come lui li chiamava, furono iniziati nell’estate del 1957 e terminati nel 1959.

Inizia e finisce con questo libro pubblicato postumo, un’avventura di scrittura diversa rispetto a quella con cui aveva “abituato” i suoi lettori. Hemingway ritorna indietro, agli anni tra il 1921 e 1926. Eppure la sua testa è piena di vuoti: in seguito al ricovero presso la clinica Mayo e agli elettroshock a cui fu sottoposto, la sua memoria fu fortemente manomessa. La depressione e il male di vivere lo stavano piegando e torturando fino a quell’estremo gesto. Leggere oggi Festa mobile è entrare in punta di piedi nella su vita; è seguire i suoi incontri, sedersi a quei Café e osservarlo da lontano dare forma alla sua scrittura; è respirare la nostalgia che sale dalle pagine di quel tempo quando si era poveri ma felici. E’ rivivere quella giovinezza e vederla scorrere per le strade piovose di una Parigi incantata. Entrare in Festa mobile è avere paura di uscirne, perché da lì a a quel 1961 il passo fu breve.

Personalmente credo che Festa mobile vada letto anche per la forza con la quale Hemingway lottò contro i suoi demoni. Il coraggio di adempiere fino all’ultimo sforzo il suo destino, quello di scrivere, come disse: “quello avevo fatto e avrei continuato a fare”.

Ecco un piccolissimo estratto dal capitolo Un bel caffè in place St-Michel:

Entrò nel caffè una ragazza e si sedette per conto suo a un tavolo vicino alla finestra. Era molto carina, con un viso fresco come una moneta appena coniata, se coniassero monete di carne ben levigate con pelle rinfrescata dalla pioggia, e i capelli neri come l’ala di un corvo tagliati netti di sbieco sulla guancia. La guardai e lei mi turbò e mi eccitò molto. Avrei voluto riu- scire a metterla nel mio racconto o in qualsiasi posto, ma lei si era sistemata in modo da guardare la strada e l’ingresso e allora capii che stava aspettando qualcuno. Così continuai a scrivere.

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