AMO I GESTI IMPRECISI

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Amo i gesti imprecisi

Amo i gesti imprecisi,
uno che inciampa, l’altro
che fa urtare il bicchiere,
quello che non ricorda,
chi è distratto, la sentinella
che non sa arrestare il battito
breve delle palpebre,
mi stanno a cuore
perché vedo in loro il tremore,
il tintinnio familiare
del meccanismo rotto.
L’oggetto intatto tace, non ha voce
ma solo movimento. Qui invece
ha ceduto il congegno,
il gioco delle parti,
un pezzo si separa,
si annuncia.
Dentro qualcosa balla.

Valerio Magrelli, da Nature e venature (Mondadori, 1987)

Metro: Versi di varia misura con prevalenza di settenari, con qualche occasionale rima e assonanza.

Commento: la poesia è un elogio dell’imperfezione, la ricerca di una desiderata anomalia nei meccanismi di un supposto (e temuto) grande e perfetto orologio del mondo che regola (dicono alcuni) le nostre vite.
È facile richiamare alla memoria “l’anello che non tiene” di Montale, quel lampo fortuito che squarcia la monotona concatenazione degli eventi. Ma il poeta de “I Limoni” si illude (anche se solo per un attimo) di trovare, nel velo della quotidianità, un varco che lo aiuti a comprendere le verità ultime, che gli riveli la presenza del divino nel mondo.
Magrelli invece cerca l’errore che deve esserci in ogni cosa, l’aritmia che sfugge alla regolarità banale dell’esistenza, per difendere e giustificare la nostra imperfetta umanità. I meccanismi rotti, i gesti imprecisi che elenca assumono una connotazione morale, sono il rifiuto di accettare come ineluttabile una concezione omologante e normalizzata di un’esistenza muta, che “non ha voce/ma solo movimento”.
Valerio Magrelli (Roma 1957), traduttore e saggista, insegna Letteratura francese all’Università di Cassino. Collabora alle pagine culturali di «Repubblica». Ha pubblicato Ora serrata retinae (Feltrinelli, 1980), Nature e venature (Mondadori, 1987), Esercizi di tipologia (Mondadori, 1992), raccolte che con altri versi sono poi confluite nel volume Poesie (1980-1992) e altre poesie (Einaudi 1996).
Sempre con Einaudi sono uscite le raccolte Didascalie per la lettura di un giornale (1999) e Disturbi del sistema binario (2006), e nel 2014, Il sangue amaro. Nel 2002 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana.

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