CLARINET CONCERT IN LA, K662, n°2

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Clarinet concert in la, k662, n°2

Vorrei tanto farti vergine
Lo vorrei tanto, benché mi senta più lussuriosa di te
Ribaltare i confini non serve a modificarli
Vorremmo tanto stare a testa in giù,
per restare poi identici a come siamo.

Oggi piove e l’umidità snerva
Ho tanta di quella elettricità nelle mani…
Poca nell’imene.
Certe volte sento d’eclissarmi dietro ai miei fianchi
Certe volte non sento neanche.
Ho voglia di fritto, liquori e caffè
Incensi, mandorle e lusinghe

Su questo letto e su queste note che vorrei tanto mi appartenessero
Io
Cerco la mia gola.

Annalisa Parente, Rosso come il latte, Edizioni Melagrana 2011

Metro: tre strofe con diseguale numero di versi liberi; da notare il v.14, composto di una sola sillaba (e che sillaba!).

Commento: La poesia racconta l’ineluttabilità e insieme l’inutilità dell’essere nel mondo qui ed ora, vista l’impossibilità di cambiare la realtà e il proprio destino. E’ un disperato desiderio di vita che si consuma nella consapevolezza di non poter vivere pienamente e governare la propria sorte.

La prima strofa descrive una sequenza psicologica ed esistenziale (cambiare stato fisico, cambiare posizione amorosa, cambiare la realtà), che poi nella seconda strofa viene inserita in un contesto spazio-temporale.

La riflessione nasce da un momento intimo (un inappagante atto sessuale con un sé/ altro da sé), descritto con grande effetto nei vv.6-10. La conseguente frustrazione ha come esito un bisogno di coccole (auto)indulgenti. E’ interessante notare come contrariamente alla logica e alla prassi, la riflessione esistenziale (strofa 1) viene anticipata rispetto alla situazione da cui essa nasce (strofa 2); l’inversione retorica funziona perché contribuisce al senso di straniamento che pervade la lirica.

Il verso 13, con il richiamo al concerto che risuona nella stanza, salda la poesia al titolo e prepara la stupenda chiusura, con il gesto appena abbozzato nei due versi finali, come una sorta di singulto disperato: un gesto che resta incompiuto, come del resto è lo stesso vivere.

Annalisa Parente, Napoli 1985, laurea magistrale in Filologia Moderna, master in Fashion Communication, docente di lettere, scrittrice e lifestyle blogger, è Direttore editoriale di Le Fil Noir, magazine on line. Rosso come il latte è la sua prima raccolta di versi.

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