ERA LA MIA CITTA’

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Era la mia città, la città vuota…

Era la mia città, la città vuota
all’alba, piena di un mio desiderio.
Ma il mio canto d’amore, il mio più vero
era per gli altri una canzone ignota.

Sandro Penna da Poesie inedite 1938-1955, in Tutte le poesie, Garzanti, 1970

Metrica: una quartina nel tipico stile di Penna, quattro endecasillabi rimati secondo lo schema ABBA (la rima dei due versi centrali è imperfetta).

Commento: La città all’alba è un luogo tipico della poetica di Penna, lo scenario preferito delle sue ossessioni erotiche. La perfezione “alessandrina” sembra affrancare questo componimento dall’onere di una collocazione in un luogo e in un momento precisi, eppure il desiderio è vivo e pulsante, urgente quasi. Meravigliosamente ambiguo è il sentimento che nasce dalla constatazione che nessun altro sa quello che lui prova: è il rimpianto per essere escluso dalla vita degli altri, o il compiacimento, la felicità di essere diverso “essendo egli diverso”?

Sandro Penna ( Perugia 1906- Roma 1977), ha vissuto quasi sempre nella capitale, tranne un breve periodo a Milano, svolgendo vari mestieri: ragioniere, traduttore, mercante d’arte.. Esordì nel 1939 con un volume di Poesie, cui seguirono varie altre raccolte poi ordinate nel volume Tutte le poesie (Garzanti 1970). Nel 1976 pubblicò Stranezze (Garzanti).

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